Strappa da te la vanità!

strappa da te la vanità...

Quello che veramente ami rimane, il resto è scorie

Quello che veramente ami non ti sarà strappato

Quello che veramente ami è la tua vera eredità

Il mondo a chi appartiene, a me, a loro, o a nessuno?

Prima venne il visibile, quindi il palpabile

Elisio, sebbene fosse nelle dimore d’inferno,

Quello che veramente ami è la tua vera eredità

La formica è un centauro nel suo mondo di draghi.

Strappa da te la vanità, non fu l’uomo

A creare il coraggio, o l’ordine, o la grazia,

Strappa da te la vanità, ti dico strappala

Impara dal mondo verde quale sia il tuo luogo

Nella misura dell’invenzione, o nella vera abilità dell’artefice.

Strappa da te la vanità, Paquin strappala!

Il casco verde ha vinto la tua eleganza.

«Dòminati, e gli altri ti sopporteranno»

Strappa da te la vanità

Sei un cane bastonato sotto la grandine,

Una pica rigonfia in uno spasimo di sole,

Metà nero metà bianco

Né distingui un’ala da una coda

Strappa da te la vanità

Come son meschini i tuoi rancori nutriti di falsità.

Strappa da te la vanità,

Avido di distruggere, avaro di carità,

Strappa da te la vanità,

Ti dico, strappala.

Ma avere fatto in luogo di non avere fatto questa non è vanità

Avere, con discrezione, bussato

Perché un Blunt aprisse

Aver raccolto dal vento una tradizione viva

O da un bell’occhio antico la fiamma inviolata

Questa non è vanità.

Qui l’errore è in ciò che non si è fatto,

nella diffidenza che fece esitare.


EZRA POUND

La nostra causa…

la nostra causa...

La nostra causa è cercare e non trovare,
La nostra causa è amare, fugaci, in segreto,
E i peccati ci sono rimessi solo perché
Nessuno è senza peccato, nessuno lo è.

Il nostro tempo è nebbia d’autunno sul fiume,
È il nostro nome eliso dalla nostra mano,
Perché di notte non ci restano che
Il dubbio, la coscienza e la neve.


VIKTOR KRIVULIN

Dall’altra parte dell’orizzonte…

dall'altra parte dell'orizzonte...

Vieni piano verso di me luna sdentata

Lasciatemi entrare nella grotta sottomarina

indietro restano le forme che si succedono senza lasciare traccia

tutto ciò che passa e si disfa lasciando solo un fumo bianco

indietro restano i sogni che oggi son solo ghiaccio o pietra

acqua dolce come un bacio dall’altra parte dell’orizzonte…


LEOPOLDO MARIA PANERO
tratto da “Primo amore”

Il sale onesto degli abbracci…

il sale onesto degli abbracci

Il sale onesto degli abbracci
il taglio nella fronte

non andar via
lo sfiorarsi labiale

e non sei più cavachiodi di pagine
coi denti della notte nei dorsi non sei peregrino

non il cervello arso
non il fumo dolciastro

ma la torba della terra
nella quale – allungandoti – ti stenderai

che bocca ricordi bocca

e labbro il labbro

morso


ALEKSADR  SKIDAN

~ ESPIAZIONE ~

espiazione ...

E sempre luccicavi cuore | murato fra le spine tacite | d’alte recinzioni di ferro | come di un’elettrica febbre | nella siepe atonale retta | sulla croce dal nudo martire | e mani storpie perforavano | gli spazi all’ombra di grottesco | obliato forse dalla psiche | perché il sangue fatto di luna | nuotasse nel morbo di pioggia | la notte dei capri sgozzati | i cui resti mortali urlavano | trascinati in sabbie e falliti | nell’intento di scrivere ebbri | sulle scale celesti asperse | le lacrime e i fruscii secchi | dal sordido finale estinto.


IRENE RAPELLI

via   Espiazione — Irene Rapelli’s writing

Da quali trombe scosse…

2019-06-26-16-16-46

È raro sentire cantare in strada
molto più raro sentire fischiare
o fischiettare
se qualcuno lo fa
l’aria sembra fargli spazio
ti sembra che un refolo muova
la flora dei tuoi pensieri
ti metta dove prima non eri;
ma come passa chi fischia
la noia stende le vertebre al sole
e tu rientri dov’eri
dietro il douglas dei serramenti
dentro il livore
degli appartamenti
al tango delle dita sul tavolo ti chiedi
da quali trombe scosse
scrollate le mura
per quali brecce potremo vedere
– fresca –
come un sogno appena sbucciato
la terra che calpesteremo, allegri.


PIERLUIGI CAPPELLO
“Gerico”

~ UOMO… ~

uomo...

Immagino l’uomo come astrazione mentale.

Scompongo la linearità in tanti piccoli tratti

riduco ognuno all’osso e ci vedo dentro.

Emozioni algebriche

come successioni infinite di punti

instillano dubbi.

E son sempre i treni

che ritrovo pieni di segnali avversi.

Come se l’aratro dai buoi fosse spinto.


ALBERTO BODINI

via  Uomo______ _ _ _ _ _ — PensieriParoleSuoni

Giorni strani…

Giorni strani questi che ci hanno scovato
Giorni strani questi che ci hanno pedinato
Finiranno per distruggere
Le nostre gioie occasionali
Dobbiamo continuare a giocare
O cercarci un’altra città.

Occhi strani che affollano strane stanze
Voci che segnaleranno la loro stanca fine,
La padrona sta ghignando,
Ha gli ospiti addormentati dal peccato

Mi ascolti che parlo di peccato
E capisci che ci siamo.

Strani giorni questi che ci hanno scovato
E per le loro ore strane
Noi indugiamo in solitudine
Corpi confusi
Ricordi abusati
Mentre corriamo via dal giorno
Verso una strana notte impietrita.


JIM MORRISON
THE DOORS
“STRANGE DAYS”

Destino del poeta…

destino del poeta...

Parole? Sì, d’aria,

perdute nell’aria.

Lascia che mi perda tra le parole,

lascia che sia l’aria sulle labbra,

un soffio vagabondo senza contorni,

breve aroma che l’aria disperde.

Anche la luce si perde in se stessa.


OCTAVIO PAZ