La vela.

la vela...

Biancheggia una vela solitaria

Nella nebbia del mare azzurro!..

Cosa cerca nel paese lontano?

Cos’ha lasciato nel paese natale?..

 

Suonano le onde – il vento fischia,

E l’albero si piega e geme…

Ahimé, – la fortuna non cerca

E dalla fortuna non viene!

 

Sotto di lei – dell’abbagliate azzurro il getto,

Sopra – del sole il raggio dorato…

Ma lei, trepidante, supplica le tempeste,

Come se fosse la quiete si trova in esse!


MICHAIL LERMONTOV

La bellezza.

la bellezza...

Io credo che la vita sia una cosa positiva. Che sia una cosa bella. Dire che è bella forse ti suonerà inappropriato in un momento come questo, ma io credo lo sia, lo sento.

Quale pensi che sia la vera natura della bellezza?

Nella vita, ci sono cose che si realizzano e cose che non si realizzano. Le prime dimentichiamo subito, le seconde le coltiviamo, gelosi, per sempre dentro di noi. I sogni o le aspirazioni non sono altro che questo. In un certo senso, la bellezza stessa della vita risiede proprio nell’amore verso ciò che non è stato. Così non rimane invano qualcosa di non realizzato, perché in realtà vive già come bellezza.


KYŌICHI KATAYAMA
tratto da “Gridare amore dal centro del mondo”

La tentazione di morire…


la tentazione di morire...


Non avvicinarti.

La tua fronte, la tua infuocata fronte, la tua accesa fronte,

le impronte di certi baci,

questo bagliore che anche di giorno si vede se t’avvicini,

questo bagliore contagioso che mi rimane in mano,

questo fiume luminoso dove immergo le braccia,

dove non oso quasi bere, per timore poi d’una vita dura ormai d’astro brillante.

Non voglio che tu viva in me come vive la luce,

con questo isolamento di stella che si unisce alla sua luce,

cui l’amore è negato attraverso lo spazio

duro e azzurro che separa e non unisce,

dove ogni astro inaccessibile

è una solitudine che, gemebonda, trasmette la sua tristezza.

La solitudine scintilla nel mondo senza amore.

La vita è una vivida corteccia,

una rugosa pelle immobile

dove l’uomo non può trovare il suo riposo,

per quanto scagli i suoi sogni contro un astro spento.

Ma tu non avvicinarti.

La tua fronte sfavillante, carbone acceso che mi strappa alla stessa coscienza,

duello sfolgorante in cui di colpo provo la tentazione di morire,

di bruciarmi le labbra con il tuo contatto indelebile,

di sentirmi la carne disfarsi contro il tuo diamante rovente.

Non avvicinarti,

perché il tuo bacio si prolunga come l’urto impossibile delle stelle,

come lo spazio che all’improvviso s’incendia,

etere propagante dove la distruzione dei mondi

è un unico cuore che totalmente s’infiamma.

Vieni, vieni, vieni

come il carbone consunto e oscuro che racchiude una morte;

vieni come la notte cieca che mi avvicina il suo volto;

vieni come le due labbra segnate dal rosso,

per quella lunga linea che fonde i metalli.

Vieni, vieni, amore mio;

vieni, ermetica fronte, rotondità quasi movente

che brilli come un’orbita che nelle mie braccia si estingue;

vieni come due occhi o due profonde solitudini,

come due imperiosi richiami da una profondità che non conosco.

Vieni, vieni, morte, amore:

vieni subito, ti distruggerò;

vieni, che voglio ammazzare, o amare, o morire, o darti tutto;

vieni, che tu rotoli come pietra lieve,

confusa come una luna che chiede i miei raggi!


VICENTE ALEIXANDRE
“Vieni sempre, vieni”

Una rima che manca.

una rima mancante...

Non ho camminato nei tuoi sogni,

nè mi sono mostrato in mezzo alla folla,

non sono apparso nel cortile

dove pioveva o meglio cominciava
a piovere

(questo verso
lo cancello e non lo sostituirò),

era allettante credere, come uno stupido,

che ti avrei incontrato presto,

eri tu che mi apparivi in sogno

(e mi prendeva una dolce tenerezza),

mi sistemavi i capelli sulle tempie.

Quell’autunno perfino le poesie

in parte mi riuscivano bene

(però mancava sempre un verso o una rima
per essere felice).


BORIS RYZYI

È un sogno dentro un sogno soltanto…

è un sogno dentro un sogno soltanto...

Prendi questo bacio sulla fronte!
E, ora che sto per lasciarti,
Lascia che te lo confessi:
Non hai torto tu, quando credi
Che nient’altro che un sogno
Sono stati i miei giorni;
Se la speranza è sfuggita
In una notte, o in un giorno,
In una visione, o nel nulla
È forse per questo meno perduta?
Tutto quel che vediamo o sembriamo
È un sogno dentro un sogno soltanto.

Nel frastuono mi trovo di una riva
Che l’onda del mare flagella,
E nella mano stringo
Grani di sabbia d’oro.
Così pochi! Eppure come sfuggono
Giù nel profondo attraverso le dita,
Mentre piango e piango e piango!
Oh Dio! Non posso agguantarli io
Con una stretta più forte?
Oh Dio! Non posso salvarne uno io
Dall’ondata spietata?
Non è tutto quel che vediamo o sembriamo
Un sogno dentro un sogno soltanto?


EDGAR ALLAN POE

Io ero, e sono e sarò…

e sognerete tutto...

E lo sognavo, e lo sogno,

e lo sognerò ancora, una volta o l’altra,

e tutto si ripeterà, e tutto si realizzerà,

e sognerete tutto ciò che mi apparve in sogno.

Là, in disparte da noi, in disparte dal mondo

un’onda dietro l’altra si frange sulla riva,

e sull’onda la stella, e l’uomo, e l’uccello,

e il reale, e i sogni, e la morte: un’onda dietro l’altra.

Non mi occorrono le date: io ero, e sono e sarò.

La vita è la meraviglia delle meraviglie,

e sulle ginocchia della meraviglia

solo, come orfano, pongo me stesso

solo, fra gli specchi, nella rete dei riflessi

di mari e città risplendenti tra il fumo.

E la madre in lacrime si pone il bimbo sulle ginocchia.


ARSENIJ TARKOVSKIJ

Fantasia, mio amore fatato!

sogno

Come risplende luminosa! Quieta
io giaccio al riparo della sua luce;
mentre cielo e terra sussurrano:
“Ridestati, domani, sogna questa notte”.
Si, vieni, Fantasia, mio amore fatato!
Sfiori il tuo bacio la mia fronte ardente;
chinati sul mio letto solitario
portatrice di pace, portatrice di gioia.

Il mondo si allontana; addio, mondo oscuro!
Cupo mondo, nasconditi sino al mattino;
il cuore, che tu non puoi tutto soggiogare,
dovrà resistere, se indugi ancora!

Non dividerò, no non dividerò il tuo amore;
per il tuo odio avrò solo un sorriso;
le tue pene feriscono – dilaniano i tuoi torti,
ma le tue menzogne, no, non possono ingannare!
Contemplo la luce delle stelle
alte su di me, in quel placido mare, 
vorrei sperare che ogni pena 
nota al creato, in te si racchiuda!

Tale sarà il mio sogno in questa notte;
sognerò che il cielo delle sfere gloriose
ruoti lungo il suo corso di luce
in una gioia infinita, nel corso di anni eterni;
sognerò che non vi sia un mondo, lassù,
lontano quanto l’occhio può spaziare,
in cui la saggezza rida dell’amore, o la virtù si prosterni all’infamia;

In cui, torturata dai colpi del fato,
la vittima dilaniata sia costretta al sorriso;
a opporre la pazienza al suo odio,
covando in cuore l’aspra ribellione.
In cui il piacere conduca sempre al male,
e invano ammonisca l’iinerme ragione;
e la verità sia debole e forte l’inganno;
e la guioia la via più certa al dolore;
e la pace, letargia della pena;
la speranza, fenomeno dell’anima;
e la vita, fatica vuota e breve;
e morte, la tiranna di tutto!


 Emily Bronte

Mare nostro…

mare nostro

Mare nostro,

mare che crei a questo cuore

una passione d’amore

e mi fai incantare.

 

Mare bello,

sopra questa bella barca,

l’anima da lontano

si mette a sognare.

 

Mare chiaro,

mare di latte e d’argento,

mi voglio scordare

ogni dolore e tormento.

 

Mare grande,

come un cielo stellato,

quella luce incantata

mi fa tremare il cuore.

 

Rema, rema, marinaio.

Rema, rema per questo mare

che non dorme

e sospira con me…




Sei un sognatore?…

SOGNI

Sei un sognatore?

Si!

Ormai non se ne vedono quasi più. È un periodo duro per i sognatori. Dicono che il sogno è morto. Che nessuno sogna più. Ma non è morto è solo stato dimenticato.

(…)

Il sognatore è confinato nell’oscurità. Io cerco di cambiare tutto questo, sognando, ogni giorno, sognando con le mani, con la mente.

(…)

Non annoiarti mai. Questo è il periodo più eccitante in cui possiamo trovarci a vivere ed è solo l’inizio.

Prima di addormentarti, non dimenticare. Il che vuol dire: ricorda. Il ricordare è un’attività più psicotica del dimenticare.

E quando ci si rende conto di essere un personaggio dei sogni ma dei sogni di qualcun altro è allora che si ha la consapevolezza di se stessi.

(buio)


Tratto da” Waking Life” (Risvegliare la vita)
diretto da Richard Linklater.