I sordi lamenti del tempo…

2020-02-09-13-11-58

Battere uniforme delle ore,

Storia penosa della notte!

Lingua per tutti ugualmente straniera,

E chiara a tutti, come la coscienza!

Chi di noi senza angoscia ha udito

Nell’universale silenzio,

I sordi lamenti del tempo,

La profetica voce d’addio?

Così pensiamo: l’orfano mondo

È raggiunto dall’ineluttabile fato,

E nella lotta, noi, dall’intera natura

A noi stessi siamo abbandonati…


FEDOR TJUTCEV
tratto da “Insonnia”

Tenendo le cose assieme…

l'assenza di campo...

In un campo
io sono l’assenza
di campo.
Questo è
sempre opportuno.
Dovunque sono
io sono ciò che manca.

Quando cammino
divido l’aria
e sempre
l’aria si fa avanti
per riempire gli spazi
che il mio corpo occupava.

Tutti abbiamo delle ragioni
per muoverci
io mi muovo
per tenere assieme le cose.


MARK STRAND
da “Sleeping with one eye open”

La nostra causa…

la nostra causa...

La nostra causa è cercare e non trovare,
La nostra causa è amare, fugaci, in segreto,
E i peccati ci sono rimessi solo perché
Nessuno è senza peccato, nessuno lo è.

Il nostro tempo è nebbia d’autunno sul fiume,
È il nostro nome eliso dalla nostra mano,
Perché di notte non ci restano che
Il dubbio, la coscienza e la neve.


VIKTOR KRIVULIN

Dall’altra parte dell’orizzonte…

dall'altra parte dell'orizzonte...

Vieni piano verso di me luna sdentata

Lasciatemi entrare nella grotta sottomarina

indietro restano le forme che si succedono senza lasciare traccia

tutto ciò che passa e si disfa lasciando solo un fumo bianco

indietro restano i sogni che oggi son solo ghiaccio o pietra

acqua dolce come un bacio dall’altra parte dell’orizzonte…


LEOPOLDO MARIA PANERO
tratto da “Primo amore”

~ UOMO… ~

uomo...

Immagino l’uomo come astrazione mentale.

Scompongo la linearità in tanti piccoli tratti

riduco ognuno all’osso e ci vedo dentro.

Emozioni algebriche

come successioni infinite di punti

instillano dubbi.

E son sempre i treni

che ritrovo pieni di segnali avversi.

Come se l’aratro dai buoi fosse spinto.


ALBERTO BODINI

via  Uomo______ _ _ _ _ _ — PensieriParoleSuoni

~ MEMORIE… ~

Memorie...

Ne hanno inventate di tutti i tipi.
ddr1,2,3,4, md, sd, xd, sempre più veloci.
E sempre più capienti,
Dai pochi Kb di una volta ai giga di oggi,
in sovrabbondanza.

Puoi riempirle fino all’orlo,
non proprio all’orlo, calcolando gli indici
le tabelle, le fat, e magari un angolino per il restore
puoi cancellarla anche, quando vuoi, quante volte vuoi.

Ma con quella umana non hai speranze,
non ti lascia cancellare le cose che importano
e cancella da sola quelle che non importano
o viceversa.

Non è mancanza di spazio o una specie di garbage,
forse è un tipo di protezione,
dai sovraccarichi o dalle illusioni.

E forse non lo fa neanche tanto da sola,
c’è qualcosa che discrimina le cose che importano dalle altre.
E non sono io, o almeno non l’io che mi conosco.

Qualcosa crea indici e tabelle e associa ricordi a giorni piovosi
e altri a un raggio di sole.
Non puoi farci nulla.


FRANCO BONVINI

via Memorie – Non di questo mondo

La forza delle parole…

la forza delle parole...

Io non conosco la forza delle parole

conosco delle parole il suono a stormo
Non di quelle
che i palchi applaudiscono.
A tali parole
le bare si slanciano
per camminare
sui propri
quattro piedini di quercia
Sovente
le buttano via,
senza strapparle, senza pubblicarle.
Ma la parola galoppa
con le cinghie tese,
tintinna per secoli
e i treni strisciando s’apprestano
a leccare
le mani callose della poesia.
Io conosco la forza delle parole.
Parrebbe un’inezia.
Un petalo caduto
sotto i tacchi d’una danza.
Ma l’uomo con l’anima,
con l’anima, con le labbra, con lo scheletro…


VLADIMIR MAJAKOVSKIJ
tratto da “Frammenti”

~ A UN PASSO DA QUI… ~

a un passo da qui ...

Metti la sciarpa cuore, fuori c’è vento
non so se farà pioggia, più facile cada
lo sai, le salite al ritorno saranno
le discese di stamani dopo bacio e caffè;
poi le mode, sai bene, cadono
alla fine è solo Dio a far quadrare tutto.
Questo paese omaggia la propria morte,
l’abbraccia coi ferini, i divorzi senza lite.
Questo per tutti è amore, tranne il giorno
in cui ci afferrammo non già sconosciuti.
Qualcosa muove l’aria tra le canne
della vecchia pianola, chissà dov’è la stanza
della poesia, quante sedie vuote avrà.
Fuori siamo tutti estranei, tutti uguali,
a un passo da qui ognuno si crede unico
allo stesso modo dentro gli stessi fumi.
Per questo mi aspetto di viverti a lungo.
Sistemati la sciarpa, un altro bacio.


ALMERIGHI

via A un passo da qui — almerighi