~ MEMORIE… ~

Memorie...

Ne hanno inventate di tutti i tipi.
ddr1,2,3,4, md, sd, xd, sempre più veloci.
E sempre più capienti,
Dai pochi Kb di una volta ai giga di oggi,
in sovrabbondanza.

Puoi riempirle fino all’orlo,
non proprio all’orlo, calcolando gli indici
le tabelle, le fat, e magari un angolino per il restore
puoi cancellarla anche, quando vuoi, quante volte vuoi.

Ma con quella umana non hai speranze,
non ti lascia cancellare le cose che importano
e cancella da sola quelle che non importano
o viceversa.

Non è mancanza di spazio o una specie di garbage,
forse è un tipo di protezione,
dai sovraccarichi o dalle illusioni.

E forse non lo fa neanche tanto da sola,
c’è qualcosa che discrimina le cose che importano dalle altre.
E non sono io, o almeno non l’io che mi conosco.

Qualcosa crea indici e tabelle e associa ricordi a giorni piovosi
e altri a un raggio di sole.
Non puoi farci nulla.


FRANCO BONVINI

via Memorie – Non di questo mondo

Silenzio!

Taci, nasconditi ed occulta
i propri sogni e sentimenti;
che nel profondo dell’anima tua
sorgano e volgano a tramonto
silenti, come nella notte
gli astri: contemplali tu e taci.

Può palesarsi il cuore mai?
Un altro potrà mai capirti?
Intenderà di che tu vivi?
Pensiero espresso è già menzogna.
Torba diviene la sommossa
Fonte: tu ad essa bevi e taci.

Sappi in te stesso vivere soltanto.
Dentro te celi tutto un mondo
d’incanti, magici pensieri,
quali il fragore esterno introna,
quali il diurno raggio sperde:
ascolta il loro canto e taci!


FEDOR TJUTCEV
“Silentium!”

L’eterna fuga…

eterna fuga...
Noi non possiamo saperlo! Noi siamo oppressi
da un manto d’ignoranza e di auguste chimere!
Scimmie d’uomini caduti dalla vulva delle madri,
la nostra pallida ragione ci nasconde l’infinito!
noi vogliamo guardare: il Dubbio ci punisce!
Il dubbio, uccello lugubre, ci colpisce con la sua ala…
E l’orizzonte si dilegua in un’eterna fuga!

ARTHUR RIMBAUD

Se ti tagliassero a pezzetti…

se ti tagliassero a pezzetti...
Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio

di Dio il sorriso.

~

Ti ho trovata lungo il fiume

che suonavi una foglia di fiore

che cantavi parole leggere, parole d’amore

ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso

ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

~

Rosa gialla rosa di rame

mai ballato così a lungo

lungo il filo della notte sulle pietre del giorno

io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino

alla fine siamo caduti sopra il fieno.

~

Persa per molto persa per poco

presa sul serio presa per gioco

non c’è stato molto da dire o da pensare

la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera

spettinata da tutti i venti della sera.

~

E adesso aspetterò domani

per avere nostalgia

signora libertà signorina fantasia

così preziosa come il vino così gratis come la tristezza

con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

T’ho incrociata alla stazione

che inseguivi il tuo profumo

presa in trappola da un tailleur grigio fumo

i giornali in una mano e nell’altra il tuo destino

camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

~

Ma se ti tagliassero a pezzetti

il vento li raccoglierebbe

il regno dei ragni cucirebbe la pelle

e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso

e il polline di Dio

di Dio il sorriso.



~ BARBARI ~

barbari...

Sbarcano barbari con passo di felpa,
li trovi ovunque a buon prezzo.
Il vecchio sa di dov’è.
Il giovane non sa dove va.

Parlammo a sproposito di lettere:
le monete caddero non si sa dove
tutte in successione, testa, croce.
Noi altrove, infreddoliti e scossi,
senza trovarle.

Il sogno americano scavallò lucido
aree di sepolcri imbiancati
dentro giardini ornati a maggio.
Poi fai l’amore, scalci,
appena sfiorata di brezza. 

In principio fu Gregor Samsa
poi la metamorfosi, ricordi?

La bonaccia d’Agosto doppiò dicembre,
le sedie fuori stremate di brine.
La noia al governo ci sapeva fare.
Questi barbari non sono Brenno,
non aspettano, sanno procurarsi.

Mentre scriviamo nessuno legge,
già detto tutto:
emozione perfida in chi non può
rinunciare nemmeno a un quarto d’ora.


FLAVIO ALMERIGHI

via barbari — almerighi

~ SE AVESSIMO ASCOLTATO GLI ORACOLI… ~

se avessimo ascoltato gli oracoli...

Se come dici tu
avessimo saputo tendere
l’orecchio scaramantico
agli oracoli delle costellazioni,
alle chiromanti,
alle Sibille profetiche
avremmo chiuso alcune porte,
– sì,
posticipato qualche arrivo,
rimandato qualche saluto.

Se avessimo davvero ascoltato,
non avremmo avuto la tentazione
di sfondare certe pareti,
ma ci saremmo riconosciuti
attraverso le vetrate
per scambiarci il segno segreto
di non adocchiare mai la misura
del salto che separa
il baldacchino da terra,

ma è fuori dalla nostra portata
di esseri labili
rinunciare a rischi e possibilità
per affidarci ciechi ad
avvertimenti vigliacchi
che non portano firma.

Se come dici tu
avessimo saputo tendere
l’orecchio scaramantico
saremmo fatti di pupille sui muri
ad occhi sempre chiusi
e i morti sarebbero defluiti
verso fini meno nefaste.

(13 marzo 2019)


GIUDITTA MICHELANGELI

via SE AVESSIMO ASCOLTATO GLI ORACOLI — Giuditta Michelangeli (tra versi e prosa)

Il peso di un millimetro…

il peso di un millimetro...

Si creò in me “il millimetro”, così lo definii, un distacco.

Partì tutto da quel millimetro di spazio, e la domanda che mi posi da allora era sempre la stessa: 

“Quanto pesa un millimetro di qualsiasi cosa possa esistere?”

 Un millimetro, un minuscolo piccolo spazio nella vastità dell’universo, che peso ha?

Proprio così! Quant’è il peso di un millimetro nell’oceano enorme che occupa il sentimento nella nostra esistenza? La percorrenza di un millimetro in qualsiasi contesto è proponibile in millesimi di secondo, ma lo stesso millimetro – adattato al tempo in cui è sottoposto un concetto quando si tratta d’amore – può essere eterno, persistente nel tempo senza una durata definita…

Perché l’amore non ha tempo: l’amore, quello vero, regna sovrano e indelebile, perché arricchisce ogni parte di te e nel tempo si accresce… è il tempo stesso a nutrirlo. Non esiste un pulsante di start da azionare o disattivare a piacere.

L’amore non ha interruttori né tanto meno scadenze: è costantemente presente nella nostra vita, proprio come il tempo.

L’amore è quell’imprescindibile istante in cui le nostre anime si uniscono per l’eternità.

Come fa l’amore a sparire dalla sua stessa esistenza? Tutto risulterebbe innaturale – come fa il tuo cuore a non battere più per chi hai amato solo perché la stessa persona non è più presente nei tuoi giorni, dimenticando che se è stato amore – lei è te – in ogni parte di te…

Così il millimetro divenne di fatto la consistenza del mio dolore. Non era solo un minuscolo spazio, ma la vastità di un concetto che attingeva direttamente alle radici dell’anima.

I ricordi, essi si alimentano dalla fonte dell’anima…

Lei diventava pensiero fisso e inamovibile, perché trapiantato in un silenzioso, inarrendevole senso di presenza costante, fino a essere odio, fino a trasformarsi in delirio emotivo. Era lì…

“Il ricordo è solo uno spazio in cui hai deciso di andare a far morire il tuo pensiero. Puoi fingere di non pensarlo, puoi tentare di sentirti più forte, ma quel pensiero rappresenta ciò che provi e dunque riemergerà. E quando il silenzio sarà tale da non riuscire a non sentirlo! Quando quella sensazione di sonnolenza si trasformerà in umore deviante… allora cosa farai, mio eroe? Fingerai di non esserne capace oppure affronterai le circostanze della vita creando lo scenario adatto?” ripetevo a me stesso…

Nel nome di quel grande amore trovai la forza e la lucidità di rimettere in corsa una macchina che si era fermata al bordo di una strada affollata. Nella solitudine, nonostante la folla, la tua vita si spegne e la confusione diventa il tuo decadimento mentre vorresti silenzio subisci il mormorio.

Quel millimetro è solo il crepuscolo in cui hai deciso di abbandonarti – l’angolo reciso in cui hai deciso e definito la tua attenzione per spegnere le luci di scena come a voler dire, niente sogni nessun dolore.

Così smisi di sognare, così imparai a non fossilizzarmi al concetto e vivere serenamente quel grande vuoto. L’amore nel suo complesso esito doveva trasformarsi in energia in libertà emotiva e voglia di andare avanti, indipendentemente da tutto…

~~~
“Vorrei essere leggero, lontano,
come aria che si perde nascondendosi al cielo
E lì divenire essenza, aria nell’aria
Vorrei essere così! Leggero lontano
E non essere niente di più del niente
Leggero lontano, leggero lontano.”
~~~

Quanto pesa un millimetro di qualsiasi cosa possa esistere?

 Un millimetro, un minuscolo piccolo spazio nella vastità dell’universo, che peso ha?..


FRANCESCO CACCIOLA
tratto da “La leggerezza dell’anima”

La lotta insensata.

la lotta insensata...

Fino a quando opprimermi vuoi tu,

Cielo impeciato – farmi paura?

Tu che dispendi piaghe e virtù,

O divina spia oscura!

Dove il tuo invito mi ripeti –

Col canto del gallo a mezzanotte?

La stanza invadi dai vetri

Come Isoppo della notte?

Mi svegli, minacci spietato –

Che vuoi tu dalla mia vita frale?

O buio Senso del Creato,

Dimmi ciò che per te vale.

Dal cielo catramato arriva

La tua voce acuta, roteando.

Perché, forza vendicativa,

M’insegui i sogni turbando?

Sai bene, non da oggi è in ballo

Questa lotta tra noi insensata…

Basta! Ora basta! Taccia il gallo,

Malvagia creatura alata.


JERZY LIEBERT

~ A UN PASSO DA QUI… ~

Metti la sciarpa cuore, fuori c’è vento
non so se farà pioggia, più facile cada
lo sai, le salite al ritorno saranno
le discese di stamani dopo bacio e caffè;
poi le mode, sai bene, cadono
alla fine è solo Dio a far quadrare tutto.
Questo paese omaggia la propria morte,
l’abbraccia coi ferini, i divorzi senza lite.
Questo per tutti è amore, tranne il giorno
in cui ci afferrammo non già sconosciuti.
Qualcosa muove l’aria tra le canne
della vecchia pianola, chissà dov’è la stanza
della poesia, quante sedie vuote avrà.
Fuori siamo tutti estranei, tutti uguali,
a un passo da qui ognuno si crede unico
allo stesso modo dentro gli stessi fumi.
Per questo mi aspetto di viverti a lungo.
Sistemati la sciarpa, un altro bacio.


ALMERIGHI

via A un passo da qui — almerighi

~ DISADATTATO ~

nel disordine...

Non importa che il volume sia assordante

Che la strada non finisca o che non esista percorrenza

Che le parole possano fermarsi in uno spazio occupato

Non interessa se il tempo è grigio

O solo se tempo non è mai stato

Se sfiliamo sui precipizi – spesso sperando di restare solo in equilibrio e la maggior parte delle volte ci caschiamo

Non conta saper dove andare

Non essere mai partiti

Prevedere il futuro

Sentire odori nuovi

Sperare di odorare ancora le fragranze di una vita di effluvi

Scavalcare il dolore

Nascondere Ogni paura

Importa a qualcuno di qualcuno?

Importa a qualcuno di qualcosa?

E lasciamo che il progresso diventi regresso

Che il silenzio possa non insegnare

Tanto non ha un cazzo da dire altrimenti urlava

Lasciamo che restino chiuse le porte

Che le file si sfoltiscano

Tanto le origini delle code non dovrebbero aver senso se non in chi le fa

Che tutto perda colore

Tanto le tinte sono solo dettagli

Che vuoi che possano contare

Non esiste niente oltre – restiamo fermi allora

Non senti niente?

Possiamo anche non svegliarci

Eppure

Eppure ci credo spesso più di quando vorrei

Dovrei

Posso permettermi di fare

Credere è come finire dritto dove non volevi andare – ci vai lo stesso tanto non avresti alternative.

Ma posso anche fingere di non sapere

Dirlo anche quando non lo provo

Provarlo e non saperlo dire

Sognarlo e non avere facoltà di farlo

Poterlo fare e non saper sognare

Ho imparato a distinguere nel disordine che dimora in me

Ho capito che il disordine è l’umanità ed io posso solo

Riordinare ogni tanto

Sistemare tutto – sapendo –

Che l’apparenza è solo un modo per naccontare una subdola verità

Disadattato


FRANCESCO CACCIOLA

via Disadattato — La leggerezza dell’ anima