Il sale onesto degli abbracci…

il sale onesto degli abbracci

Il sale onesto degli abbracci
il taglio nella fronte

non andar via
lo sfiorarsi labiale

e non sei più cavachiodi di pagine
coi denti della notte nei dorsi non sei peregrino

non il cervello arso
non il fumo dolciastro

ma la torba della terra
nella quale – allungandoti – ti stenderai

che bocca ricordi bocca

e labbro il labbro

morso


ALEKSADR  SKIDAN

E questo non è niente…

e questo non è niente...

Sì, tutto con eccesso:

la luce, la vita, il mare!

Plurale tutto, plurale,

luci, vite e mari.

Che salgono, che ascendono

da dozzine a centinaia,

da centinaia a migliaia,

in un’esultante

ripetizione infinita

del tuo amore.

Tutto corra a moltiplicare,

carezza per carezza,

abbraccio per vulcano.

Bisogna stancare i numeri.

Che contino senza posa,

si umbriachino contando,

è che non sappiano più

l’ultimo quale sarà:

che vita senza termine!

Una gran torma di zeri

investa, nel passare,

le nostre agili felicità,

e le conduca alla vetta.

Si spezzino le cifre,

senza riuscire al calcolo

né del tempo né baci.

E ormai al di là

di computi, di fati,

abbandonarci alla cieca

al grande abisso del caso

che irresistibilmente

sta

cantandoci con grida

fulgide di futuro:

“E questo non è niente.

Cercate, c’è dell’altro”.


PEDRO SALINAS
tratto da
“La voce a te dovuta”

Questo è il momento…

questo è il momento...

Questo è il momento” mi sono detto

in un attimo niente più freddo

più nessuno intorno, la natura

una verde camera da letto, forte

delle stesse cose che io voglio

tento l’abbraccio a fondo ma ne sono

respinto, senza uno sguardo senza

una parola si ricompone se ne va nel buio

– era il mio momento non il suo.


NELO RISI

Una vocazione oscura.

una vocazione oscura...

L’amore è una vocazione oscura. Non so da dove venga,

ma so che ha la forma di un corpo che si abbraccia,

il calore delle parole quasi sussurrate, la precisione

delle mani che trovano la strada per il centro,

e indugiano sopra ogni curva. Posso descrivere l’amore

attraverso tutte le sue forme; indicare il cammino

per incontrarlo, passando per le cesure della vita;

vederlo nel fondo degli occhi che si aprono nell’intervallo

di un abbraccio; seguire il suo movimento nello sciogliere

i capelli; e dimenticare tutto quello che sai sull’amore

per scoprirlo, di nuovo, quando mi viene

incontro al sole del mattino, e il mondo si spegne

intorno a te così che accenda il tuo sorriso

e mi costringa a chiederti perché l’amore

è una vocazione oscura.


NUNO JÚDICE

Innocenza e fuoco

Innocenza e fuoco
 
Non dico nulla, è bello udire
 
l’un respiro con l’altro tra innocenza e fuoco.
 
Si sfiorano le labbra, l’un guarda l’altra
…tu m’ami
 
lascia ch’io mi sazi del tuo cuore
lascia che il tuo bacio bagnato di profumo di mimosa
m’avvolga nella bramosia d’infiniti palpiti
 
lascia che io viva con te e per te
 
quel fior che dell’aurora aspetta il raggio
per continuare a sorridere coi suoi petali,
solo cosi il tuo destino sarà il mio.


BALDO BRUNO

O fiore…

o fiore...
Mi regala una sensazione di benessere totale
Di tranquillitá sgorgante dall’amplificato “sentire”
Come vederne il sicuro incedere nell’arrivare l’amore…
A sfiorare il cuore dimora sicura e serbante
Di preziosissimi del destino che ci arrichiscono
Della loro spontanea essenza della loro presenza
Come un dolce abbraccio da donare
Come un prolungamento di “Noi”…
Al profumo inebbriante d’eterno
In orizzonti che perdono forma nel lasciarsi gustare
Mentre si assaggia il loro sapore
Mentre si lascia cullare da storie scritte
Sul quaderno dell’immensità
In equilibrio tra cielo e mare
Equilibrio e condivisione.
Come due mani a stringersi nell’ascoltare il rumore rilassante
Nel guardare alla grandezza di un volta dipinta d’azzurità
In un caldo sfiorarsi di pensiero
Come carezze sulla pelle bruna di sole
Come l’odore della brezzolina sul viso
Avvolgente e fresca di primavera
E sorrisi gioiosi a posarsi su labbra schiuse dell’amore…
E sboccia un fiore da proteggere e curare
Infinitamente…
Delicatamente…


SIBILLA ALERAMO

Desiderio o follia…

desidero o follia...
Si può desiderare tanto un abbraccio, al punto da starci male?  
E si può in assenza di tale gesto, cercarlo come un sorriso nel volto della gente?
Pare follia!  
Si può arrivare a desiderarlo al punto da soffrirne?
Desiderare di essere travolta da un abbarccio, null’altro che un abbraccio, uno di quelli che ti toglie il fiato, uno di quelli in cui forti braccia ti avvolgono quasi come una barriera come se volessero ripararti, difenderti, proteggerti dalle cattiverie del mondo intero?
Non so se un desiderio simile sia il frutto della follia…  
La mia follia …


anonimo

Per un’ora d’amore…

per un'ora d'amore...

Per un’ora d’amore non so cosa farei…

Chiudo gli occhi…senza te…

Per poterti sfiorare non so cosa darei…

Le serate non finiscono mai.

Sole giallo, mare blu…

Non vorrei farti restare così

un ricordo d’estate in più…

E per un’ora d’amore

Venderei anche il cuore…

E per un’ora d’amore

Venderei anche il cuore…

Per un’ora d’amore non sò cosa farei…

Per poterti sfiorare non sò cosa darei…

Chiudo gli occhi…ti vorrei…

Non nel sogni ma così come sei

Sole giallo, mare blu…

Il risveglio ora che manchi tu

Aspetarti sapere che ormai…

Io per un’ora d’amore

Venderei anche il cuore…

Io per un’ora d’amore

Venderei anche il cuore…

Per un’ora d’amore non sò cosa farei…

Per poterti sfiorare non sò cosa darei…

Chiudo gli occhi…penso a te…

I ricordi non finiscono mai.

Sole giallo, mare blu…

Come il vento sei volato anche tu

Non rimane che dire vorrei…

E per un’ora d’amore

Venderei anche il cuore…

E per un’ora d’amore

Venderei anche il cuore…

E per un’ora d’amore

Venderei anche il cuore…

E per un’ora d’amore

Venderei anche il cuore…


Se mi chiamassi…

se mi chiamassi...

Se mi chiamassi, sì,

se mi chiamassi! Io lascerei tutto

 tutto io getterei:

 i prezzi, i cataloghi,

l’azzurro del’oceano sulle carte,

 i giorni e le loro notti,

 i telegrammi vecchi

 e un amore.

 Tu, che non sei il mio amore,

  se mi chiamassi!

 E ancora attendo la tua voce:

giù per telescopi,

 dalla stella,

attraverso specchi e galerie

 ed anni bisestili

 può venire. Non so da dove.

 Dal prodigio, sempre.

 Perché se tu mi chiami

– se mi chiamassi, sì, se mi chiamassi! –

 sarà da un miracolo,

ignoto, senza vederlo.

 Mai dalle labbra che ti bacio,

 mai

dalla voce che dice:”Non te ne andare”.


PEDRO SALINAS